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Gli Uffizi “diffusi”

Gli Uffizi “diffusi” è un progetto voluto dal direttore della galleria degli Uffizi, Eike Schimdt, con lo scopo di delocalizzare il museo e portare alcune delle sue opere fuori del capoluogo toscano. Si tratta di un’operazione rivoluzionaria, sia per i turisti che per i cittadini, volta a valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della Toscana.

Il progetto, della durata di cinque anni, si concretizza per la prima volta nel 2021 con cinque mostre che si inseriscono nelle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, e, al tempo stesso, approfondiscono il legame tra il territorio e le collezioni del museo.

Gli Uffizi diffusi sono così il primo passo per una più ampia conoscenza delle nostre ricchezze artistiche, rigenerando i centri meno noti della regione e concentrandosi sull’arte e sulla storia locale, così da attrarre un pubblico ampio e variegato. Questo rinnovato modello di fruizione delle collezioni della Galleria permetterà quindi agli Uffizi di operare in sinergia con i musei periferici già presenti sul territorio, per favorire un turismo più sostenibile, in grado di avvicinare l’arte ai territori.

Per i visitatori sono stati predisposti percorsi di visita anche inconsueti, resi di facile consultazione grazie a una grafica accattivante e semplificata, studiata appositamente per il progetto.

La seconda edizione del 2022, composta di 8 mostre, vedrà come protagoniste non solo Anghiari, Montespertoli e Poppi, che erano già state coinvolte nella prima edizione, ma anche Reggello, Arezzo, San Giovanni Valdarno, San Casciano e San Piero a Sieve.

Tra le esposizioni: ‘Masaccio e i Maestri del Rinascimento a confronto per celebrare 600 anni del Trittico di San Giovenale’ che si tiene dal 23 aprile al 23 ottobre al Museo Masaccio d’Arte Sacra di Cascia (Reggello). Questa prima nuova mostra è dedicata a Masaccio, in occasione del sesto centenario dell’esecuzione del Trittico di San Giovenale, e ripercorre i legami dell’artista con la pittura del suo tempo.

Ancora dedicata a Masaccio è la mostra ‘Masaccio e Angelico. Dialogo sulla verità nella pittura’, che aprirà dal 17 settembre al 15 gennaio 2023 a San Giovanni Valdarno nel Museo delle Terre Nuove e nel Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie: sarà dedicata alle novità offerte dai due grandi pittori rinascimentali alla storia dell’arte, con una rosa di dipinti legati all’iconografia della Madonna con il Bambino.

Ad Anghiari, ‘Il Papa Guerriero. Giuliano della Rovere e gli uomini d’arme di Anghiari’ è la mostra che aprirà dal 21 maggio al 25 settembre al Museo della Battaglia di Anghiari. L’evento si pone in continuità con il progetto scientifico della prima edizione di Terre degli Uffizi ‘La civiltà delle armi e le Corti del Rinascimento’, che indagava la presenza nel borgo aretino di un forte ceto sociale che traeva i propri profitti dal mestiere delle armi.

Al Museo d’Arte Sacra di Montespertoli ‘La predella degli Uffizi salvata al castello di Montegufoni’, dal 14 maggio al 8 gennaio 2023 esporrà una predella del secolo XV che era stata custodita nel castello di Montegufoni, insieme ad altre opere, come anche la Primavera di Botticelli, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Casa Museo Ivan Bruschi ad Arezzo ospiterà dal 17 giugno al 23 ottobre la mostra ‘Pietro Benvenuti nell’età di Canova. Dipinti e disegni da collezioni pubbliche e private’, in occasione del secondo anniversario della morte di Antonio Canova. Sarà invece dedicata al mistero della vita e della nascita l’esposizione al Castello Conti Guidi di Poppi, dal 8 luglio al 1 novembre, ‘Nel segno della vita. Donne e madonne al tempo dell’attesa’, che ruota intorno a un dipinto di Sante Pacini conservato nel monastero di Vallombrosa, ma proveniente da Santa Trinita a Firenze.

È dedicata invece al pittore seicentesco Jacopo Vignali la mostra al Museo Giuliano Ghelli di San Casciano, ‘Jacopo Vignali a San Casciano. Dipinti dalle Gallerie degli Uffizi in ricordo di Carlo del Bravo’, dal 2 ottobre all’8 gennaio 2023. La scelta è dovuta anche all’interesse per questo autore di Carlo del Bravo, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Firenze, di origini sancascianesi.

Infine, dal 1 giugno al 6 novembre ‘Un capolavoro del Rinascimento dalla Francia a Bosco ai Frati: il trittico di Nicolas Froment. Terre degli Uffizi in Mugello’ vedrà temporaneamente ricollocata nel Convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati, a San Piero a Sieve, l’opera che stava per secoli nella chiesa del convento, prima di essere portata alle Gallerie fiorenti.

In tutti gli angoli della Toscana, l’arte torna a riempire le strade, esaltando con orgoglio la storia di questa bella regione.