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Il Chianti Classico DOCG è il luogo ideale per viaggi tra vicoli medievali, romantici vigneti e caratteristici paesaggi collinari. In ciascuno dei piccoli borghi che costella quest’area, è possibile imbattersi in cantine, castelli e fattorie, nonché degustare prodotti locali nelle numerose enoteche che riempiono le vie. Le origini, ricche di una storia leggendaria, la bellezza di questa terra e la tradizione vinicola hanno reso il Chianti famoso in tutto il mondo.

DIFFERENZA TRA CHIANTI E CHIANTI CLASSICO

Per chi viaggia per queste terre, la vera guida alla conoscenza del territorio sono i sapori, i gusti di una terra che fanno da cassa portante per la cultura locale. Principe della tradizione, è certamente il vino. Il Chianti Classico ha una storia che scorre indietro nei secoli, con nomenclature, regole di coltivazione e cura dei terreni estremamente ferree.

Nello specifico, Chianti Classico DOCG è la denominazione riservata ai vini rossi nella zona più antica del Chianti, quella a cavallo tra le province di Firenze e Siena, composta dai comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti, San Casciano val di Pesa e Tavarnelle.

ZONA DI PRODUZIONE

La zona di produzione del Chianti Classico è stata la prima al mondo ad essere definita per legge, con un bando del 1716 del granduca di Toscana Cosimo III, che delimitava i confini entro i quali potevano essere prodotti i vini Chianti, istituendo così il primo “Consorzio”: una congregazione di vigilanza sulla produzione e il commercio vinicolo per proteggere dalle frodi.

UNO SGUARDO ALLA STORIA

Per tutto il 1700, il Chianti venne prodotto utilizzando solo le uve del vitigno Sangiovese, un’uva molto sensibile ai fattori esterni che ha la capacità di modificare i propri profumi a seconda del terreno in cui viene coltivato.

Solo nel 1800, a opera del barone Bettino Ricasoli, nacque la pratica di mescolare varietà diverse di uve per migliorare la qualità e il gusto della produzione.

Vitigni ammessi dal disciplinare per produrre il Chianti Classico DOCG

Il Disciplinare del Chianti Classico DOCG, a proposito dei vitigni ammessi, recita:

  • Sangiovese, dall’80% fino al 100%.
  • Possono inoltre concorrere alla produzione le uve a bacca rossa provenienti da “vitigni idonei” alla coltivazione nella regione Toscana, nella misura massima del 20%. I “vitigni idonei” sono molti, ma per tradizione le varietà complementari usate sono, oltre al “re” Sangiovese, gli autoctoni Canaiolo e Colorino o gli internazionali Cabernet Sauvignon e Merlot.

Tecniche produttive del Chianti Classico DOCG

Per produrre il Chianti Classico DOCG, sono idonei unicamente i vigneti su zona collinare, i cui terreni, situati a un’altitudine non superiore a 700 metri, sono costituiti in prevalenza da substrati arenacei, calcareo marnosi, da scisti argillosi, sabbie e ciottolami. Sono invece da considerarsi inadatti i vigneti situati in terreni umidi, su fondi valle e fortemente argillosi. È vietata ogni forma di allevamento su tetto orizzontale.

Caratteristiche organolettiche del Chianti Classico DOCG

  • Colore: rubino intenso e profondo;
  • Odore: note floreali unite a un tipico carattere di frutti rossi. Fini note speziate e balsamiche in alcune riserve e selezioni;
  • Sapore: armonico, asciutto, intenso e sapido.

Il Sangiovese riesce ad avere le sue migliori performance solo in poche zone della Toscana. Il clima e la morfologia dei terreni di queste zone determinano un ambiente luminoso particolarmente adatto alla corretta maturazione delle uve. Le temperature estive consentono a queste ultime di maturare lentamente e completamente, determinando le caratteristiche organolettiche e chimiche, tipiche del Chianti Classico: il colore, il bouquet e la gradazione alcolica.

In conclusione, se siete alla ricerca di un’esperienza autoctona degna di nota, una gustosa degustazione dei vini del Chianti renderà certamente la vostra vacanza in Toscana unica nel suo genere.